Dal 10 ottobre 2025 l'uso dell'intelligenza artificiale negli uffici pubblici italiani è regolato dalla legge 23 settembre 2025, n. 132. I quattro commi dell'articolo 14 disciplinano, in breve, il contenuto delle richieste da un'amministrazione verso uno strumento di IA e le responsabilità che rimangono in capo a chi firma. Per un ufficio gare, quello dell'art. 14 è il testo di riferimento.
Nel giro di un anno il quadro è cambiato sostanzialmente: a livello europeo, il Regolamento (UE) 2026/1744 (Digital Omnibus - AI) ha riscritto il calendario dell'AI Act; in Italia, il decreto legislativo n. 179/2026 ha dato ad AgID e ACN il potere di far rispettare l’AI Act in Italia, sanzioni comprese.
Date importanti
| Data |
Cosa |
| 10 ottobre 2025 |
In vigore la legge 132/2025; l'art. 14 disciplina l'uso dell'IA nella pubblica amministrazione |
| 2 agosto 2026 |
Si applicano gli obblighi di trasparenza dell'art. 50 AI Act: chi interagisce con un sistema di IA va informato; i contenuti generati dall'IA vanno marcati |
| 23 ottobre 2026 |
In vigore il D.lgs. 179/2026: AgID autorità di notifica, ACN autorità di vigilanza e punto di contatto con l'UE |
| 2 dicembre 2027 |
Si applicano gli obblighi AI Act per i sistemi ad alto rischio dell'allegato III, rinviati dal 2 agosto 2026 dal Digital Omnibus |
Il rinvio al 2027 delle regole sui sistemi di IA ad alto rischio è finito su tutti i giornali, ma non riguarda un ufficio gare. Riguardano invece, e sono già in vigore, tre norme: l’alfabetizzazione del personale (art. 4 AI Act), la trasparenza sui testi generati dall’IA (art. 50 AI Act, dal 2 agosto 2026) e l’articolo 14 della l. 132/2025 sull'"Uso dell'intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione".
L'articolo 14, in breve: quattro regole per chi firma un atto
- L'IA sostiene il lavoro amministrativo, ma non decide. Il suo uso è ammesso in funzione strumentale e di supporto all'attività provvedimentale. È lecito cercare precedenti, rileggere una bozza, riordinare un fascicolo, ma non scegliere l'aggiudicatario.
- L'umano resta l'unico responsabile dei provvedimenti e dei procedimenti. Un suggerimento del sistema di IA non diminuisce la responsabilità del RUP o del Dirigente che firma un documento.
- Il funzionamento dell'IA deve essere conoscibile ed il suo uso tracciabile. Per ogni atto, una pubblica amministrazione deve saper indicare se e come vi è intervenuto un sistema di IA, ad esempio indicando su quali fonti ha basato il ragionamento.
- Servono misure tecniche, organizzative e formative per un uso responsabile dell'IA, da attuare con le risorse esistenti. Il D.lgs. 179/2026 ha aggiunto che le competenze minime sull'IA per i dipendenti pubblici saranno fissate con linee guida ministeriali, sentite AgID e ACN.
Per gli uffici gare nulla di questo è nuovo. L'articolo 30 del Codice dei contratti pubblici (D.lgs. 36/2023) chiede già dal 2023 conoscibilità della logica, non esclusività della decisione algoritmica e non discriminazione per le procedure automatizzate. La legge 132/2025 estende pertanto gli stessi principi a ogni uso dell'IA in ogni ufficio, assoggettandone l'uso legittimo alle autorità di vigilanza. Sul piano operativo, AgID ha messo in consultazione nella primavera 2026 le Linee guida per il procurement di IA nella PA, che tradurranno i principi in requisiti per i capitolati.
Cinque domande da porre a un fornitore di sistemi di IA prima dell'acquisto
- Decide o supporta? Quali attività svolge esattamente? Chiedere anche conferma che nessun esito viene adottato senza una persona che lo esamina.
- Da dove vengono i risultati? Ogni risultato dovrebbe richiamare le fonti, aperte e controllabili dall'operatore. Senza questo, trasparenza e tracciabilità non sono realizzabili.
- Quali sono i limiti dichiarati? Fonti coperte, formati non analizzati, data di aggiornamento della base documentale.
- Esiste documentazione tecnica consultabile? Funzionamento, dati trattati, supervisione prevista: è ciò che l'ente dovrà esibire in caso di verifica.
- Dove sono i dati? Localizzazione nell'Unione europea, accordo ex art. 28 GDPR, uso o meno dei contenuti dell'ente per l'addestramento.
Cosa cambia nel lavoro del RUP
La responsabilità del RUP non si sposta sullo strumento di IA, pertanto deve cambiare il modo di usarlo e la consapevolezza dei suoi limiti. Se lo strumento segnala una possibile incongruenza e il RUP decide di non seguirla, la scelta va motivata come ogni altra valutazione istruttoria; vale anche un suggerimento accolto senza verifica. Quanto alla formazione richiesta, non bastano corsi generici sull'IA. È fondamentale sapere, per lo strumento specifico in uso, come funziona, come decide, quali sono i suoi rischi e fino a che punto è possibile "risalire" alla motivazione, partendo dalle sue fonti.
La nostra risposta a questi requisiti: AssistenteRUP
Le quattro regole dell’articolo 14 e le cinque domande al fornitore sono i requisiti con cui abbiamo costruito AssistenteRUP. Il principio fondamentale sull'uso di strumenti IA è che decisioni, verifiche ed atti restano in capo all'umano che decide. L'intelligenza artificiale lavora su obiettivi precisi di efficienza e risultato (fare di più in meno tempo) e richiama le fonti su cui fonda le proprie decisioni. La fiducia nel risultato deriva dalla sua verificabilità e trasparenza.
AssistenteRUP si radica in questo principio, rispettandone disposto ed essenza. Le funzionalità "Ricerca Procedure Pubblicate" e "Ricerca Risorse Legali" trovano documenti specifici, ma rimandano alla fonte originale; "Verifica Atti in Bozza" segnala incongruenze ed anomalie agganciandole al testo, ma senza validarle in autonomia; "Gestione Fascicolo" propone un sistema di archiviazione e consultazione di fascicoli intelligente, ma che l'utente può verificare e modificare a piacimento. I confini di ciascuna funzionalità sono dichiarati nel prodotto ed i controlli sono descritti per essere verificati anche dall'umano.
Con AssistenteRUP la guida, il controllo e la responsabilità restano del RUP. Cambia il resto: meno tempo, meno errori, atti più solidi.